martedì 9 maggio 2017

un verde abbraccio

Ribloggato da unazzurrocielo   del 26-aprile 2015                                
                      
(foto dal web)

Anche quella mattina, come ogni giorno, si era alzata presto, non appena la luce del sole filtrava tra le persiane della finestra della sua camera.
La considerava una sana abitudine, quella di non poltrire a letto nelle prime ore della mattinata, soprattutto ora che la primavera era veramente iniziata.

Il suo amato giardino di cui si occupava con ossessiva cura in ogni minimo particolare, era sbocciato: ogni aiuola era un'incantevole macchia di primavera, con fiori piantati non certamente a caso ma secondo un preciso ordine ...
Il suo era un giardino perfetto nel quale non mancavano alberi.
In particolare c'era un grande albero, imponente, proprio davanti casa.
Era il suo preferito.
Sistemò il tavolino di legno sotto al portico, apparecchiò per la colazione con l'accuratezza di sempre, la stessa che metteva in ogni cosa.
La tovaglietta ricamata a punto croce con la scritta "Buongiorno" di un giallo-arancio acceso, un colore allegro paragonabile al colore del sole che spuntava in quel momento  al di sopra delle colline.
La tazza del the sul piattino, la teiera, la fetta di pane tostato spalmato di marmellata.
Sorrideva tra sé e sé mentre gustava quel momento di tranquillità.
Ad un tratto qualcosa colpì la sua attenzione, proprio mentre il suo sguardo era rivolto a un albero in particolare.
La conosceva bene, quella pianta,  poteva dire di conoscerne ogni ramo perché l' aveva vista crescere da quando lei, bambina, decretò solennemente ai suoi genitori che, quell'arbusto piccolo e allampanato era il 'suo' albero e che lei, da quel momento, se ne sarebbe presa cura.
Scrutava tra i rami per capire cosa fosse quel "qualcosa" o forse anche solo una  sensazione  che l'aveva colpita catturando la sua attenzione.
Nel silenzio della giornata ancora un pò addormentata, non c'era nulla di visibile  se non ... ma che strano ... i rami, la chioma sempre a classica forma tondeggiante le sembrava diversa.
Sorrise, molto probabilmente dipendeva dal fatto che l'albero si stava ricoprendo di verdi timide foglie primaverili. Respirò profondamente quell'insieme di profumi floreali: era felice, una felicità tranquilla, assicurata dalle giornate sempre uguali, senza imprevisti...
Tuttavia, la stessa inquietudine della mattina , le rimase anche la sera, quando chiuse le persiane di casa e fece un giro di chiave alla porta d'ingresso.
No, non era tranquilla, qualcosa la turbava, senza che riuscisse a capire cosa potesse essere.
Nel mezzo della notte si svegliò all'improvviso. Rimase in ascolto scrutando il buio della stanza.
Un rumore , un rumore secco l'aveva svegliata , ma non capiva cosa lo avesse provocato.
Il terrore la paralizzò e le fece scendere lungo la schiena gocce di sudore freddo.
Si mise in ascolto.  Ma l'unico rumore che riusciva a sentire distintamente era il battito accelerato e spaventato del  suo cuore  .
La casa era immersa nel silenzio, ma un silenzio irreale.. un silenzio che si capiva essere una pausa prima di un qualcosa di terribile...
Passavano minuti, tanti, ma quanti non riusciva a quantificarli, seduta sul letto si contorceva le mani alla ricerca di decidere cosa fosse meglio fare. Scendere ed andare a vedere al piano di sotto ? O meglio, mettersi a letto fingendo di dormire? Se fosse entrato un ladruncolo lo avrebbe lasciato rovistare tranquillo tra le sue cose sperando che si accontentasse del poco che in casa sua potesse racimolare... Cosa fare dunque?
D'istinto andò alla finestra aprì le persiane, scostò la tendina con la mano e scrutò nella notte. Tutto tranquillo.
Ma ad un tratto ebbe un sussulto che le fece balzare il cuore in gola .... Mio Dio, ma che succede?
L'albero, il suo albero aveva teso i lunghi rami verso la casa...
Ma come era possibile? E perché ? Che significava tutto questo?
I rami continuavano ad avanzare proprio verso la finestra della casa, la finestra della sua camera.
No, no questo è surreale, è impossibile..
Li vedeva muoversi minacciosi e appoggiarsi al vetro della finestra.
Ma quello era  il suo albero! L'aveva curato con tanto amore per tantissimi anni, erano cresciuti insieme,  aveva raccontato a lui tutte le sue storie, i suoi pensieri, l' aveva abbracciato nei momenti in cui si era sentita più sola ed ora che significava tutto ciò?
Con un rumore di vetri infranti, i rami si inoltravano nella stanza. La raggiunsero mentre lei era lì, immobile, con occhi sbalorditi di stupore e incredulità.
Lei non si mosse. I rami del suo albero che tanto amava la avvolsero in un abbraccio...
<<Ecco tutto l'affetto e gli abbracci che io ho dato a lui ora in qualche modo li vuole ricambiare>> pensò ritrovando un calmo sorriso.
L'abbraccio dell'albero l'avvolse sempre più , sempre più , sempre più  fino a quando si sentì un rumore secco di innumerevoli ossa rotte, stritolate......

                                                                
" Ci sono betulle che di notte levano le loro radici, 
e tu non crederesti mai
che di notte gli alberi camminano o diventano sogni"
    
                                   Alda Merini

aggiungo io 

...............      O diventano incubi ........
                             
Azzurrocielo

8 commenti:

  1. Azzurrocielo que pasa? L'ultima volta i girasoli tentavano l'assalto finale con successo ontro di te; adesso il tuo albero ti viene a stritolare le ossa. Sono incubi, ragazza. I casi sono due: o ti inventi codeste situazioni da favole tenebrose con distruzione tua che arriva sempre puntuale, oppure sono le tue paure.
    Non so niente di te. Potrebbe darsi che tu in effetti sia una donna pugnace e vittoriosa, una che non ha paura di niente, allora questo potrebbe essere il tuo mondo fantastico. Ma sempre e solo autodistruzione? Di che cosa vorresti punirti?
    Scrivo anche io suspence, ma non solo suspence; c'è posto per tutto. E mi sento di avere avuto dalla vita quello che mi spettava, forse un po' meno, ma non da farmi fare pensieri di demolizione del mio corpo e quindi della mia mente.
    Mi piacerebbe sapere come la vedi tu, ma sicuramente non mi risponderai...e non capisco perché.

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  2. perchè non dovrei risponderti?!
    E' curioso che tu abbia pensato che in qualche modo io sia la protagonista dei racconti...mmm... giuro che non ci avevo pensato...oppure è il mio inconscio?! Ma mi hai messo in un bel dilemma esistenziale.
    Non so se io sia una "donna pugnace e vittoriosa" ma una battaglia l'ho combattuta a denti stretti (vedi unazzurrocielo.blogspot.it) ...
    Ora rileggo il tuo commento e rifletto su quanto mi hai scritto, poi ne riparliamo... spero....

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  3. Ciao stella! Bel ritorno! Al solito un gran raccontocon finale a sorpresa.
    Saicosa ti dico però? Che tutto sommato Vincenzo non ha torto. Non è che i tuoi racconti rispecchino le tue paure che ancora non ti hanno lasciato? So cosa hai passato prima e per esperienza personale so che ci sono paure che
    ci accompagneranno sempre. La sicurezza matematica bianco su nero della nostra vittoria finale è lì, la vediamo ma se allu ghiamo lamano ci sembra di non agguantarla.
    Coraggio che ce la facciamo!

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    1. mah... potrebbe essere, non ci avevo mai pensato a questa cosa...

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  4. Ti avevo perso di vista, ti ho ritrovato e ti seguo. Ciao

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  5. È il mio/tuo racconto preferito. Però il finale no quello no.

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