venerdì 26 maggio 2017

In biblioteca

(foto dal web)

Un motivo doveva pur esserci, ma a lei era sconosciuto. Non capiva perché i suoi compagni di scuola la prendessero sempre in giro. Si divertivano a farla sentire ridicola, una volta era per le sue  scarpe, una volta la strattonavano per la maglia deridendola per quella che a lei sembrava una normalissima maglia come avevano tutti gli altri.
Spesso se lo chiedeva. 
Ma perché lei era stata presa di mira da quelli che dovevano essere, se non proprio suoi amici perlomeno compagni di scuola? Perché non la lasciavano mai in pace? Perché semplicemente non la ignoravano ?
C’era un posto dove era al sicuro. In biblioteca. Ci passava i pomeriggi a fare i compiti, a leggere, a disegnare fino all’ora di chiusura quando la bibliotecaria l’avvisava con un sorriso che poteva tornare il giorno successivo.


Quel giorno non aveva compiti, ormai mancava poco alla fine dell’anno scolastico e si rifugiò come sempre in biblioteca in mezzo a migliaia di libri. Quel giorno avrebbe potuto leggere tutto il pomeriggio. 
Si diresse verso lo scaffale in fondo al corridoio, quello un po’ nascosto ma pieno zeppo di libri. 
Scorse velocemente i titoli, tutti in latino… no niente latino. 
Poi fu colpita dal dorso della copertina di un libro. Era di colore rosso scuro misto al verde e al color oro. Lo prese tenendolo stretto a sé come se avesse scovato un tesoro e si accomodò al tavolo della sala lettura. 
Aprì il libro. 
Cercò di leggerne il titolo ma le lettere si accavallavano, sembravano farfalle volteggianti, si mescolavano. Alla pagina successiva lesse le prime parole. 
Con calma chiuse gli occhi mentre sentiva che gli scaffali attorno a  lei erano in movimento. I libri si erano messi in fila uno sull’altro per formare una scala e lei iniziò a salire i gradini-libri uno alla volta. 
La bibliotecaria affermò di essere stata l'ultima persona ad averla vista mentre cercava un libro, poi più nulla.

                                                             Azzurrocielo

6 commenti:

  1. Bravissima. Tu sei specialista in queste trance seminere e semisuspence. Vai tranquillo a leggere, ti sembra una storia banale ma poi...zac! cade un fulmine improvviso e tutto cambia.
    Quasi quasi ti mordo la capoccia (capoccia = testa a Roma, non equivocare come ho fatto io, capito?). Dove eravamo rimasti? Ah sì, alla capoccia. Perché proprio alla capoccia, chiederai tu? Perché come minimo è la seconda o terza volta che mi freghi...così, molto benevolmente, sorridendo prima e dopo il mozzico.
    Ciao.

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    1. ah ah ah ah mi diverto moltissimo a scriverli

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  2. Non sbagli un colpo Azzurrocielo!
    Sempre racconti che sembrano partire in sordina e poi... botto finale!
    Mi piace!!!!!!

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    1. Già ... non mi piacciono i racconti ovvi, che quando li inizi sai già la fine

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  3. Bellissimo racconto con finale a sorpresa!
    Un abbraccio da Beatris

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  4. Grazie!! Sei sempre molto gentile!

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